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	<title>Proconveniencefood.ch &#187; Vegetarismo &amp; Veganismo</title>
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		<title>Il vino diventa vegan e&#8230; bevi cruelty free</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 07:47:25 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Vegetarismo & Veganismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sempre più aziende vinicole passano a sistemi di coltivazione biologici e biodinamici. Infatti, quest’anno, oltre al consueto settore dei vini (...)</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1512" style="width: 460px" class="wp-caption alignright"><img src="http://www.proconveniencefood.ch/wp-content/uploads/2015/04/wine_veg.jpg" alt="Fonte: encryptedbn3.gstatic.com" width="450" class="size-full wp-image-1512" /><p class="wp-caption-text">Fonte: <a href="http://encryptedbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQNlvM7Grbxa7csa7cxMO9iQu3c-Ivj3UccutR9c7ezLu-LBzvD" target="_blank">encryptedbn3.gstatic.com</a></p></div>Sempre più aziende vinicole passano a sistemi di coltivazione biologici e biodinamici. Infatti, quest’anno, oltre al consueto settore dei vini green, Vinitaly ha riservato uno spazio ad hoc alla novità dei vini vegani (certificati Qualità Vegetariana® Vegan). In fiera ne erano presenti una decina.<br />
&nbsp;<br />
I vegani bevono vini, ma solo se contengono esclusivamente sostanze di origine minerale; solitamente invece nelle fasi di vinificazione si utilizzano anche sostanze di origine animale, ad esempio, le proteine del latte e dell’uovo per la chiarificazione. Quindi, con la suddetta certificazione volontaria per l’Associazione Vegetariana Italiana (AVI) – ottenuta con la verifica di un organismo terzo e non con semplice autocertificazione del produttore – e&#8230; cin cin cruelty free.<br />
&nbsp;<br />
<strong>Per maggiori info: </strong><br />
<a href="http://www.greenme.it/mangiare/vegetariano-a-vegano/10784-vino-vegan-certificazione" target="_blank">www.greenme.it</a></p>
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		<title>A mensa, insalate al posto della carne?</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2015 13:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vegetarismo & Veganismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il 7 aprile, presso la Volkshaus di Zurigo è stata presentata l’iniziativa Nachhaltige &#038; faire Ernährung – traducibile con Alimentazione (...)</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1415" style="width: 460px" class="wp-caption alignright"><img src="http://www.proconveniencefood.ch/wp-content/uploads/2015/04/Zurich_Volkshaus-1024x768.jpg" alt="Volkshaus Zürich – Quelle: upload.wikimedia.org " width="450" class="size-large wp-image-1415" /><p class="wp-caption-text">Volkshaus Zürich – Quelle: <a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/85/Z%C3%BCrich_Volkshaus_-_2014-04-23.JPG" target="_blank">upload.wikimedia.org</a></p></div>Il 7 aprile, presso la Volkshaus di <strong>Zurigo</strong> è stata presentata l’iniziativa <strong>Nachhaltige &#038; faire Ernährung</strong> – traducibile con <strong>Alimentazione sostenibile e faire</strong>.<br />
&nbsp;<br />
L’iniziativa intende promuovere l’ampliamento dell’offerta di menu vegetariani e vegani presso le mense pubbliche. Tra i promotori dell’iniziativa, Adriano Mannino afferma infatti che le offerte di piatti senza carne sarebbero ancora molto limitati presso le mense delle istituzioni pubbliche.<br />
&nbsp;<br />
L’iniziativa riguarderebbe soprattutto scuole, UNI, mense militari e in generale strutture pubbliche.<br />
&nbsp;<br />
Secondo Mannino, molti sottovaluterebbero (ancora) gli effetti positivi per l’ambiente, per il solo fatto di rinunciare alla carne almeno per una volta la settimana.<br />
&nbsp;<br />
Tra i firmatari dell’iniziativa anche l’ex Consigliere federale Moritz Leunberger, insieme ad altri politici e star di rilievo.<br />
&nbsp;<br />
In occasione dell’evento sarebbero state raccolte 2&#8217;000 delle 3000 firme necessarie.</p>
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		<title>Sempre più vegani a tavola</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 13:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vegetarismo & Veganismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Pro e contro sulla dieta che divide. &#160; Estratto da IlSole24ore.com &#160; Dall’hashtag #veganostammilontano alle vignette sui social, i vegani (...)</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pro e contro sulla dieta che divide</strong>.<br />
&nbsp;<br />
<em>Estratto da IlSole24ore.com</em><br />
&nbsp;<br />
Dall’hashtag #veganostammilontano alle vignette sui social, i vegani sono bersaglio di critiche e attacchi. Eppure, nutrizionisti di tutto il mondo ci ricordano in continuazione che è necessario ridurre drasticamente il consumo di carne, per il bene del pianeta e della nostra salute. Lo stesso oncologo Umberto Veronesi da anni invita a scegliere una dieta vegetariana, se non proprio vegana, per combattere le malattie del nostro tempo e salvare l’ambiente. Ma le critiche non vengono risparmiate neppure a lui. (…)<br />
&nbsp;<br />
E dal livello personale, l’opposizione spesso passa anche per le vie istituzionali. Come è successo a Parma. Dal 12 al 14 giugno la città si trasformerà nella “capitale vegana d’Italia” con il Festival Parma Etica e già monta la polemica con la regione Emilia Romagna: l’Assessorato alla Salute, infatti, ha deciso di non patrocinare più la manifestazione proprio perché verranno ospitate, tra i vari eventi, alcune conferenze sull’alimentazione vegana e vegetariana “che esprimono punti di vista soggettivi ed esclusivi dell’alimentazione” in contrasto con gli orientamenti della regione (patria di prosciutti e mortadelle). (…). E persino McDonald’s, sinonimo di hamburger, ha introdotto il Vegi Mac Menu.<br />
&nbsp;<br />
Ma allora, perché abbiamo paura dei vegani e ci infastidiscono tanto le loro scelte alimentari? E soprattutto, cosa è meglio per la nostra salute?<br />
Al di là delle motivazioni etiche, abbiamo chiesto a due esperti di opposta posizione i pro e contro di una dieta con o senza carne: Leonardo Pinelli (P), pediatra, diabetologo, esperto in nutrizione, vice-presidente della Società Scientifica Nutrizione Vegetariana e uno dei pochissimi che in Italia si occupano di alimentazione vegan nei bambini; e Vittorio Dell’Orto (D.O.), direttore del Dipartimento di Scienze Veterinarie per la Salute, la produzione animale e sicurezza alimentare dell’Università di Milano, consulente per l’Efsa e relatore al recente convegno “La carne oggi: qualità e sostenibilità” organizzato dal comitato scientifico di Expo.<br />
&nbsp;<br />
<div id="attachment_1296" style="width: 510px" class="wp-caption alignright"><img src="http://www.proconveniencefood.ch/wp-content/uploads/2015/03/gemuese_blog-1024x677.jpg" alt="Fonte: www.gesundheit-blog.at " width="500" class="size-large wp-image-1296" /><p class="wp-caption-text">Fonte: <a href="http://www.gesundheit-blog.at/wp-content/uploads/2011/01/gemuese_blog.jpg" target="_blank">www.gesundheit-blog.at</a></p></div><strong>E’ vero che la carne fa male e perché?</strong><br />
<strong>P</strong>: E’ assodato dalla comunità scientifica internazionale che l’alimentazione ideale è basata sui vegetali. (…)<br />
… nel 2010 l’Onu ha dichiarato per la prima volta che l’allevamento intensivo è fra le cause primarie di inquinamento ambientale e del riscaldamento globale e che il pianeta può essere salvato attraverso una dieta priva di prodotti animali. (…)<br />
&nbsp;<br />
<strong>Ci sono casi in cui un’alimentazione vegana non è consigliata? O al contrario in cui è bene non assumere carne?</strong><br />
<strong>P</strong>: L’alimentazione vegetariana e vegana, se ben pianificata, è adeguata a tutte le fasi della vita. Dalla gravidanza, all’allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, età adulta e vecchiaia. Però bisogna farsi seguire da un nutrizionista specializzato per integrare tutti i nutrienti necessari. Purtroppo i medici, pediatri inclusi, non affrontano seriamente la nutrizione nel loro percorso di laurea e spesso sono impreparati e si fidano di quello che gli raccontano le aziende. La famosa dieta mediterranea, che tutti sbandierano, prevedeva proteine animali solo qualche volta al mese e per lo più rappresentate da pesce o formaggi freschi. (…)<br />
&nbsp;<br />
<strong>Come comportarsi con i bambini?</strong><br />
<strong>P</strong>: Oggi si consuma carne tutti i giorni, anche più volte al giorno, si dà il prosciutto cotto ai bambini a 7/8 mesi… Nel libro The China Study di T. Colin Campbell si studiano i collegamenti tra consumo di carne e tumori. L’autore arriva a dire che le proteine animali sono il fertilizzante dei tumori perché aiutano a costruire i vasi sanguigni necessari alla malattia per avanzare.<br />
<strong>D.O</strong>: Se io fossi un giudice condannerei i genitori vegani. Nella dieta vegana mancano gli amminoacidi essenziali che, nei Paesi sviluppati, vengono assunti con gli integratori senza mai arrivare a essere uguali a quelli naturali. Farli mancare a un bambino significa minare la sua crescita.<br />
&nbsp;<br />
<strong>Ma noi in fondo siamo onnivori, quindi in nostro organismo è fatto per assumere tutti i nutrienti. Come fare?</strong><br />
<strong>P</strong>: Non è vero. Sia l’American Academy of Pediatrics sia l’Academy of Nutrition and Dietetics indicano chiaramente che siamo vegetariani. La dieta vegana è la più fisiologica perché il nostro organismo è fatto per digerire e assorbire alimenti vegetali più che carni. Noi non siamo carnivori, possiamo mangiare carne ma in quantità limitata, se esageriamo ci ammaliamo. L’uomo non nasce come cacciatore: non è stato dotato dalla natura artigli e non ha la dentatura di un carnivoro, ha invece molari simili a quelli dei suoi cugini primati, perlopiù frugivori. La sua saliva inoltre è di tipo alcalino, adatta a scomporre cibi vegetali, e l’intestino non è corto come quello dei carnivori, ciò significa che non può eliminare velocemente la carne, che infatti comincia il processo di putrefazione liberando sostanze tossiche. Miti dello scorso secolo vogliono l’alimentazione umana ricca di proteine animali per la crescita, per il ferro e per il calcio. Studi decennali hanno evidenziato invece come non solo si può vivere senza prodotti di origine animale, ma che il nostro stato di salute migliora notevolmente. Del resto discendiamo dalle scimmie antropomorfe che non erano carnivore.<br />
<strong>D.O</strong>: E’ vero, siamo onnivori. La nostra storia evolutiva lo dimostra, già solo per il fatto di avere i canini. Anche i Paesi in cui si ha un’alimentazione prevalentemente vegetariana, stanno gradualmente introducendo proteine animali perché ne hanno riconosciuto il beneficio. Persino nella tanto citata Cina è in corso un programma nazionale per aumentare il consumo di latte di un litro all’anno pro capite, ovvero 130 grammi di sostanza secca. Perché hanno capito che il latte di soia non va bene. Nei Paesi in via di sviluppo, dove il consumo di carne è quasi assente, le popolazioni associano alla carne la possibilità di sviluppare l’intelligenza. Questa credenza popolare può avere un fondo di verità perché c’è un equilibrio perfetto all’interno del muscolo e tessuto nervoso dei vari amminoacidi.<br />
&nbsp;<br />
<strong>Gli allevamenti di animali inquinano e la stessa carne è spesso soggetta a rischi di contaminazioni e scandali alimentari…</strong><br />
<strong>P</strong>: Non solo. C’è uno stretto legame tra il grasso animale e gli inquinanti, dagli insetticidi alle diossine, che nella stragrande maggioranza sono solubili proprio nel grasso e si accumulano nell’animale quando mangia il foraggio. L’uomo nutrendosi di grassi animali, soprattutto in carni rosse, formaggi stagionati, pesce e pollame, assorbe gli inquinanti che passano dal grasso animale a quello umano. (…)<br />
<strong>D.O</strong>: Sui pesticidi non dica niente. Se c’è una cosa più ricca di pesticidi sono proprio i vegetali che li assorbono nella loro linfa. (…). Semmai l’uomo è l’animale più inquinato perché vive in un ambiente ad alto tasso di inquinamento. E’ lui che è ricco di inquinanti, non quello che mangia. Ma poi vuole mettere un bovino adulto quanti rischi ha superato? Il suo organismo è più forte, perché ha reagito alle situazioni esterne. Anzi, aiuta la risposta immunitaria. Se si vuole stare sicuri, quindi, meglio scegliere animali con ciclo vitale lungo, poiché quelli con ciclo corto, tipo pollo e coniglio, hanno più probabilità di subire interventi di cura con medicinali. Se si teme che gli inquinanti risiedano nel grasso, infine, si può sempre toglierlo. E comunque, il muscolo bovino contiene appena il 2% di grasso a fronte del 10% dei cereali. Come la mettiamo?<br />
&nbsp;<br />
<em>di Maria Teresa Manuelli  &#8211; 25 Marzo 2015</em><br />
&nbsp;<br />
<strong>Fonte:</strong> <a href="http://www.food24.ilsole24ore.com/2015/03/sempre-piu-vegani-a-tavola-cinque-pro-e-contro-sulla-dieta-che-divide" target="_blank">www.food24.ilsole24ore.com</a></p>
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		<title>«Wir wollen eigenständig bleiben»</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 11:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vegetarismo & Veganismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Vegetarischen Restaurants gehört die Zukunft, sagt Rolf Hiltl im Video-Interview mit cash. Und er erklärt, warum die Börse kein Thema (...)</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1278" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.proconveniencefood.ch/wp-content/uploads/2015/03/hiltl.jpg"><img src="http://www.proconveniencefood.ch/wp-content/uploads/2015/03/hiltl-300x192.jpg" alt="Fonte: /www.cash.ch " width="300" height="192" class="size-medium wp-image-1278" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: <a href="http://www.cash.ch/" target="_blank"> www.cash.ch</a></p></div><strong>Vegetarischen Restaurants gehört die Zukunft, sagt Rolf Hiltl im Video-Interview mit cash. Und er erklärt, warum die Börse kein Thema ist &#8211; weder für ihn noch für das Unternehmen.</strong><br />
<em>Von Ivo Ruch</em><br />
&nbsp;<br />
Ein Haus mit Geschichte, das ist Hiltl ganz bestimmt. Seit mehr als 100 Jahren gibt es im <strong>Zürcher Kreis 1 das vegetarische Restaurant</strong>, mittlerweile ist es weltweit das älteste dieser Art. (&#8230;) Seit 1998 führt er das Unternehmen, das von seinem Urgrossvater gegründet wurde. (&#8230;)<br />
&nbsp;<br />
Die Ernährungstrends dürften Hiltl auch in Zukunft in die Karten spielen. Immer mehr Leute in Industrienationen ernähren sich fleischlos, ja sogar vegan. Laut aktuellen Zahlen von swissveg.ch essen zwar nur 2,2 Prozent der Schweizer Bevölkerung konsequent kein Fleisch. Aber es ist ein klarer Trend hin zu sogenannten &#8220;<strong>Flexitariern</strong>&#8221; feststellbar. Leute also, die nur sparsam Fleisch konsumieren. Ihr Anteil liegt in der Schweiz bei gegen 20 Prozent.<br />
&nbsp;<br />
<strong>Ein heisses Investorenthema</strong><br />
Für Rolf Hiltl ist diese Entwicklung erstaunlich. &#8220;Zu Zeiten meiner Grosseltern galt das Hiltl als Wurzelbunker und die Gäste betraten das Haus durch den Hintereingang, um nicht gesehen zu werden.&#8221;<br />
Der Verzicht auf tierische Produkte werde noch zunehmen, meint er. &#8220;Zumindest in aufgeklärten Gesellschaften im Westen.&#8221;<br />
In den USA ist dieser Umbruch, der auch die Lebensmittelbranche umtreibt, bereits ein heisses Investorenthema. (&#8230;). In der Schweiz sind kotierte Lebensmittel-Unternehmen wie Hochdorf oder Evolva in diesem Bereich tätig.<br />
&nbsp;<br />
<strong>Mit tibits an die Börse?</strong><br />
Für das Familienunternehmen Hiltl war ein Börsengang nie eine Option, wie Rolf Hiltl sagt. &#8220;Wir sind sehr eigenständig und wollen selbst steuern.&#8221;<br />
Anders sieht es bei Hiltls zweitem Engagement aus. Er ist zu 50 Prozent an der <strong>tibits AG</strong> beteiligt: Die vegetarischen Selbstbedienungsrestaurants gibt sechs Mal in der Schweiz und einmal in London. (&#8230;)<br />
&nbsp;<br />
Video-Interview <strong>mit Rolf Hiltl</strong><br />
<strong>Quelle</strong>: <a href="http://www.cash.ch/news/politik/wir-wollen-eigenstaendig-bleiben" target="_blank">www.cash.ch</a></p>
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		<title>Unsere Ahnengalerie</title>
		<link>http://www.proconveniencefood.ch/unsere-ahnengalerie/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2015 13:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Vegetarismo & Veganismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Unsere frühen Vorfahren sind Vegetarier. Dann entdecken sie Aas als Nahrungsquelle. Homo erectus macht den Schritt zum Jäger. Schließlich erobert (...)</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1109" style="width: 590px" class="wp-caption alignright"><img src="http://www.proconveniencefood.ch/wp-content/uploads/2015/03/evolution-neandertaler-homo-sapiens-homo-erectus-540x304.jpg" alt="So könnte Lucy ausgesehen haben. Forscher haben anhand der fossilen Überreste den Körper unserer 3,2 Millionen Jahre alten Vorfahrin nachgebaut.  |  © Dave Einsel/Getty Images" width="580" height="326" class="size-full wp-image-1109" /><p class="wp-caption-text">So könnte Lucy ausgesehen haben. Forscher haben anhand der fossilen Überreste den Körper unserer 3,2 Millionen Jahre alten Vorfahrin nachgebaut.  |  © Dave Einsel/Getty Images</p></div><strong>Unsere frühen Vorfahren sind Vegetarier. Dann entdecken sie Aas als Nahrungsquelle. Homo erectus macht den Schritt zum Jäger. Schließlich erobert der Mensch die Welt.</strong><br />
&nbsp;<br />
Die Frage nach unserem Ursprung gehört zu den zentralen Themen der Archäologie.<br />
Afrika gilt als Wiege der Menschheit. Überreste unserer ältesten Vorfahren entdeckte man im Becken des Tschadsees. <strong>Diese Hominiden sind sieben Millionen Jahre alt</strong>.<br />
Der Australopithecus afarensis ging vor über drei Millionen Jahren bereits aufrecht, sein Hirnvolumen war größer als das der Affen, und er war in der Lage, seine Hände vielfältig einzusetzen. Bekanntestes Fossil dieser Art: eine Frau, genannt Lucy. Als Vegetarierin aß sie Gras und Blätter, die sie mit ihrem beeindruckenden Kauapparat zerkleinerte.<br />
&nbsp;<br />
Die Sicherung der Ernährung ist seit je Triebfeder kultureller wie biologischer Entwicklung. War der Australopithecus noch weitgehend Vegetarier, so begann der Homo habilis vor etwa <strong>2,7 Millionen Jahren</strong> damit, seinem Körper vermehrt Proteine zuzuführen – er fraß Aas. Um mundgerechte Bissen aus den toten Tierkörpern herausschneiden zu können, erfand er die ersten einfachen Steingeräte. Sie zeugen von einem problemlösenden, zielgerichteten Denken und Handeln – dies ist der entscheidende Schritt zum Menschsein.<br />
&nbsp;<br />
<strong>Der Homo erectus&#8230;</strong> vollzog zwischen 2 Millionen und <strong>300.000 Jahren</strong> vor unserer Zeit den Wandel vom Aasfresser zum Jäger. Nun standen ihm große Mengen hochwertigen Frischfleischs zur Verfügung. Die verstärkte Zufuhr von Fett, Eiweiß und Phosphor ermöglichte, dass sich das Gehirn weiterentwickelte. Dies befähigte unsere Ahnen zu erstaunlichen Innovationen: Der Homo erectus organisierte Treibjagden, fertigte Bekleidung und baute Behausungen. Da sich offene, savannenartige Landschaften ausbreiteten, war er gezwungen, bei der Suche nach Nahrung weite Wege zurückzulegen. Dies und die proteinreichen Lebensmittel kräftigten seine Beinmuskulatur – eine Voraussetzung, um Afrika verlassen zu können.<br />
&nbsp;<br />
Neue Entdeckungen zeigen, dass die Wanderung des Homo erectus nach Europa über den Nahen Osten und durch das Kaukasusgebiet erfolgte. (&#8230;)<br />
In Mitteleuropa war das Klima damals rauer als am Rand des Mittelmeers. Ohne die Fähigkeit, Feuer zu nutzen, war ein Aufenthalt hier nicht möglich.<br />
Der erste Mensch in diesen Breiten – der Homo heidelbergensis vor rund <strong>600.000 Jahren</strong> – besaß sie. Die Beherrschung der Glut war nach den Steingeräten die zweite grundlegende Innovation des Menschen.<br />
Mithilfe des Feuers ließ sich Fleisch haltbar machen. Wie viele Sammelpflanzen wurde es durch Braten und Kochen leichter verdaulich. Die Feuerstellen waren auch Mittelpunkte sozialen Lebens: die Orte vermutlich, an denen Sprache entstand. Ohne Frühformen sprachlicher Verständigung hätte man wohl auch keine Treibjagden organisieren können. (&#8230;)<br />
&nbsp;<br />
Auf den Homo heidelbergensis folgte der Neandertaler, der in der Zeit zwischen 300.000 und rund 30.000 Jahren vor unserer Zeit existierte. Er war von der Iberischen Halbinsel bis in den Nahen Osten verbreitet, wohingegen er in Afrika und Asien fehlte. Auch er beherrschte das Feuer. Einfache Behausungen und Fellbekleidung rüsteten ihn für den Aufenthalt in winterkalten Gebieten. Der Neandertaler war ein Jäger, daneben sammelte er Grassamen, Früchte, Beeren, Eicheln, Pilze und Wurzelknollen. Die Entdeckung des Jenseits und die Befassung mit der Grenzerfahrung des Todes bleiben sein fundamentalster und in geistiger Hinsicht revolutionärster Beitrag. Aus seiner Zeit liegen die ältesten Funde von Bestattungen vor.<br />
&nbsp;<br />
Das Ende des Neandertalers ist umstritten. Fest steht, dass der aus Afrika zugewanderte moderne Mensch (Homo sapiens) ihn ablöste. (&#8230;). Der Neandertaler war ihr offenbar nicht mehr gewachsen. Mit seinem Aussterben überließ er dem anpassungsfähigeren Homo sapiens das Feld.<br />
&nbsp;<br />
Von <em>Hermann Parzinger</em></p>
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		<title>Umberto Veronesi: &#8220;Essere vegetariani è una conquista di civiltà&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2015 12:51:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Vegetarismo & Veganismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Da Leonardo a Einstein ai Beatles.  Tutti convinti che mangiare carne sia disumano e distruttivo. Un grande scienziato spiega perché. (...)</p>
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&nbsp;<br />
Considero il vegetarianesimo una conquista culturale e un segno di civiltà. Chi è vegetariano si sente cittadino  della Terra, perché non deve uccidere e massacrare i suoi abitanti per rispondere al suo primordiale bisogno di cibo. L’orgoglio vegetariano è analogo a quello che provavano i greci che appartenevano alle prime scuole filosofiche e infatti i vegetariani convinti, a partire da <strong>Leonardo da Vinci</strong> fino ai <strong>Beatles</strong>, hanno fatto della loro scelta una bandiera, che indica una certa visione del mondo: con meno violenza, meno morte, più coscienza  e più senso di responsabilità individuale.<br />
&nbsp;<br />
<strong>Einstein</strong> fu probabilmente il primo a definire il vegetarianesimo anche come una necessità per la sopravvivenza dell’umanità, collegando le scelte alimentari personali all’equilibrio delle risorse del pianeta.<br />
&nbsp;<br />
Oggi la nostra sopravvivenza è minacciata in modo molto più evidente rispetto ai tempi del grande fisico. Siamo sette miliardi sulla Terra e si prevede che <strong>saremo 9 miliardi nel 2050</strong>. Agli esseri umani, bisogna poi aggiungere 4 miliardi di capi di bestiame, che servono a nutrire una minoranza della popolazione già sovralimentata, togliendo cibo a chi ancora muore di fame.<br />
&nbsp;<br />
Se già oggi abbiamo difficoltà a soddisfare  11 miliardi di bocche da sfamare e dissetare, dobbiamo domandarci qual  è il limite oltre il quale si scatenerà la catastrofica lotta per acqua e cibo. Certo possiamo avere fiducia nella scienza e nella sua capacità di aumentare la quantità e la qualità di risorse idriche  e alimentari, ma comunque si arriverà  a un limite e il mondo civile dovrebbe impegnarsi a pensarci ora per assicurare un futuro alle prossime generazioni.<br />
&nbsp;<br />
(…) Possiamo limitare le nascite, come già sta accadendo nei Paesi occidentali per altri motivi. Ma un mondo senza bambini non è forse un incubo peggiore? Esiste una soluzione più accettabile e a effetto immediato: evitare il consumo di carne, la soluzione di Einstein.<br />
&nbsp;<br />
La carne non è un alimento sostenibile: <strong>per ottenere un chilo di carne occorrono 15 o 20 mila litri di acqua</strong>, mentre ne occorrono 1000 per ottenere un chilo di cereali. Senza contare che  i capi di bestiame sono 4 miliardi  di macchine che producono anidride carbonica e consumano ossigeno  (…)<br />
&nbsp;<br />
Quindi il vegetarianesimo è una scelta  di rispetto per l’ambiente e di responsabilità nei confronti del futuro dell’uomo. Ma è soprattutto una scelta di amore per la vita e per gli animali.  (…)<br />
&nbsp;<br />
Per questo consiglio  a tutti il libro che è ormai il cult del vegetarianesimo : “Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?”  di <strong>Jonathan Safran Foer</strong>, in cui l’autore americano racconta perché da carnivoro  è diventata vegetariano. (…)<br />
Già Tolstoj scriveva: «Se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani». E altrettanto incisivamente ai giorni nostri Mark Zuckerberg, l’inventore di Facebook, ha dichiarato che tutti noi dovremmo mangiare solo carne di animali che abbiamo ucciso con le nostre mani. Noi vegetariani abbiamo già preso coscienza di questa realtà. E ne siamo felici e orgogliosi.<br />
&nbsp;<br />
<strong>L&#8217;Espresso, 19 marzo 2015</strong></p>
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